COSA SONO I MICRO SONNI E PERCHE' USARLI

In tanti sognano giornate più lunghe, in cui si ha il tempo da dedicare a tutte le attività che si vorrebbero portare a termine. Sappiamo bene che la rotazione terrestre impone l’alternarsi del giorno e della notte nell’arco di 24 ore; qualcuno, però, ha pensato a come sfruttare al meglio questo periodo dormendo meno grazie al metodo del sonno polifasico. Approfondiamo di cosa si tratta e se vi sono reali vantaggi o svantaggi in questa pratica.

Cos’è il sonno polifasico e come cambia il ciclo del riposo
Normalmente dormiamo 7-8 ore continuative durante la notte; in questo lasso di tempo, si susseguono cicli di riposo da circa 90 minuti, che possiamo dividere in diverse fasi:
Pre-sonno, durante la quale non ci si è ancora addormentati del tutto
Sonno leggero, in cui i sensi sono ancora attivi ed è facile svegliarsi al minimo disturbo
Sonno pesante, in cui l’attività cerebrale è al minimo
Fase REM, quella più profonda e l’unica in cui si sogna, la quale ha proprio la funzione di permettere alle cellule di rigenerarsi e alla memoria di riorganizzarsi.
Secondo gli studi di Buckminster Fuller e di altri sostenitori del sonno polifasico, le prime tre fasi non danno un reale giovamento a corpo e mente e, poiché pur dormendo 8 ore la durata della fase REM non supera comunque i 120 minuti: può aver senso ridurre i momenti di riposo a quelli davvero ristoratori. Dormire facendo più micro-sonni, allora, può essere la soluzione per essere più produttivi durante la giornata, mantenendo i livelli di riposo adeguati. Diminuendo drasticamente le ore di sonno ed intervallandole ad almeno tre ore di veglia, il cervello cercherà di ottimizzare i momenti di riposo ed entrerà immediatamente in fase REM, senza passaggi intermedi. Per questo è possibile arrivare a dormire due ore al giorno con riposi da 20 minuti senza che il corpo accusi eccessiva stanchezza.
Il ritmo circadiano, l’opposto dei microsonni
Tutto questo si oppone dunque al classico ritmo circadiano (dal latino circa diem, intorno al giorno), ossia allo scorrere di giornate di 24 ore a cui tutti gli esseri viventi si adeguano, dalle piante agli esseri umani. Sembra infatti che esista una sorta di orologio biologico basato sull’alternarsi del giorno e della notte, che serve proprio a regolare fasi in cui si è attivi e fasi in cui le cellule si rigenerano e il cervello e il corpo si ricaricano. Alcuni esperimenti, inoltre, hanno provato che anche quando ci si trova sempre al buio questo ritmo rimane, sebbene la sua lunghezza possa variare di qualche ora. Anche l’alternanza di sonno e veglia, dunque, si basa naturalmente sul ritmo circadiano e tutti noi siamo abituati a dormire durante la notte per circa 7-8 ore, per poi restare svegli nel resto della giornata.
Tutti i metodi del sonno polifasico

Il sonno polifasico sconvolge un po’ questo ritmo proprio perché non prevede un unico periodo di sonno, bensì due o più riposi di maggiore intensità ma di minor durata. Esistono comunque più metodi che è possibile adottare nel caso si intenda provare il riposo con micro-sonni:
Sonno bi-fasico. Si alternano un riposo relativamente lungo durante la notte – circa 4 ore – ad una siesta pomeridiana approssimativamente di 90 minuti. In totale, le ore dormite ammontano a 5 e mezza. Si tratta del sistema cui è più difficile abituarsi ma, allo stesso tempo, è il più vicino al normale ritmo mono-fasico, quello che rispetta il ciclo circadiano.
Metodo Everyman. Si dorme un’ora in meno rispetto alla tecnica precedente. Tuttavia si raddoppiano i momenti di riposo.
Sonno Dymaxion. Riduce drasticamente le ore di sonno portandole a due, mantenendo i 4 riposi quotidiani.
Metodo Uberman. Si tratta della tecnica più estrema, che porta a dormire 6 volte nell’arco delle 24 ore; ogni sessione dura circa 20 minuti e, a fine giornata, si saranno dormite solamente due ore.
Qualsiasi sistema si scelga, saranno necessarie diverse settimane per permettere al corpo di abituarsi ai nuovi ritmi.

I vantaggi del sonno polifasico
Indubbiamente si possono riscontrare diversi vantaggi nell’adottare uno dei metodi del sonno polifasico. Quello più evidente è senza ombra di dubbio la capacità di sfruttare al massimo le proprie giornate, che diventeranno decisamente più lunghe. Inoltre, sembra proprio che si riesca ad essere non solo svegli, ma anche più produttivi e, in certi casi, riposati.

CHI DORME NON PIGLIA PESCI
Chi crede che la sveglia sia il suo peggior nemico e che per dare il meglio di sé durante la giornata bisogna dormire almeno 9 ore a notte si sbaglia di grosso. A confermalo è la storia, recente e passata: alcuni dei personaggi più famosi e importanti di sempre hanno, infatti, raccontato di riposare pochissimo, massimo quattro o sei ore ogni notte. Qualche esempio? Già Leonardo da Vinci sfruttava il metodo Uberman, si concedeva, cioè, una siesta di 20-40 minuti ogni quattro ore, Barack Obama non supera le sei ore di sonno e Silvio Berlusconi non va oltre le quattro ore secche. Insomma, forse il famoso detto popolare del "chi dorme non piglia pesci" non è solo frutto di pura immaginazione, ma potrebbe avere un fondamento di verità, come sottolinea per altro anche una recente indagine dell'americana National Sleep Foundation sull'argomento.
Ecco, allora, le abitudini di alcuni volti noti che vi faranno apparire le vostre notti insonni meno pesanti, sfruttando questo periodo di tempo a vostro vantaggio. Potrete, ad esempio, fare attività fisica, rispondere alle mail in sospeso oppure tentare la fortuna su StarCasinò grazie a Casinò Night, che premia i giocatori notturni con una fantastica ricarica. Basta effettuare un deposito tra l'01:00 e le 05:00 sulla piattaforma dedicata per ricevere un bonus extra del 20% fino a 100 euro.
Tim Cook: sveglia alle 3:45 tutte le mattine
Per Tim Cook, Ceo di Apple, non deve essere stato facile prendere il posto del suo predecessore, Steve Jobs. Per tenere tutto sotto controllo, ha deciso di rinunciare a qualche ora di sonno. Ha infatti dichiarato di svegliarsi tutte le mattine intorno alle 3:45, dopo aver riposato il minimo indispensabile: solo in questo modo riesce a rispondere personalmente alle circa 800 e-mail che arrivano tutti i giorni al suo indirizzo di posta elettronica.
Cristiano Ronaldo e il metodo Littlehales
Il campione portoghese della Juventus, cinque volte Pallone d'oro, ha confidato che uno dei segreti della sua forma fisica risiede nel sonno. Da anni per riposare utilizza il cosiddetto "metodo Littlehales", dal nome del suo sleep coach, che non solo fa cadere il dogma delle 9 ore di sonno consecutive, ma le sostituisce con cinque microsonni da 90 minuti da distribuire nel corso delle 24 ore della giornata e da effettuare in posizione fetale e in lenzuola freschissime.
Donald Trump: mai più di 3 ore a notte
Il presidente degli Stati Uniti, classe 1946, non ama molto dormire: a lui, come ha dichiarato, bastano solo 3 ore a notte. Una pratica, questa, che adoperava fin da quando era un imprenditore di successo. "Mi sveglio poco dopo essermi messo a letto – ha detto in un'intervista ai media locali – dopodiché vado in giro e cerco motivi per uscire". Anche il suo predecessore, Barack Obama, non dormiva molto, ma massimo sei ore a notte, per prepararsi al meglio agli incontri in agenda durante la giornata.
Silvio Berlusconi e i riposini pomeridiani
MassImo quattro ore a notte dorme Silvio Berlusconi. Recupera, tuttavia, facendo dei riposini durante la giornata. Il Cavaliere si avvicina così alle due ore secche del recordman storico Nikola Tesla, pioniere della seconda rivoluzione industriale, a cui si deve l’invenzione della corrente elettrica alternata, e di Leonardo da Vinci, che pure faceva un riposino di circa 20-30 minuti ogni 4 ore, necessario per ricaricarsi senza fermarsi per lunghe ore notturne.
Anna Wintour: tennis prima di andare a lavoro
La regina, e direttrice, di Vogue America, Anna Wintour, non va mai a dormire dopo le dieci di sera, ma la sua sveglia suona sempre alle cinque in punto. Il suo riposo notturno dura cioè intorno alle sei ore. Per iniziare al meglio la sua lunga giornata di lavoro si dedica al tennis prima di recarsi in ufficio e di buon mattina.
Leonardo da Vinci in particolare, alternava 4 ore di veglia a un periodo di 20 minuti ad occhi chiusi il che portava, nell’arco della giornata a 6 periodi di sonno riposo, per un totale di 120 minuti di riposo contro ben 22 ore di veglia per le sue specifiche attività artistiche.
Nikola Tesla, padre dell’elettricità, alternava fasi di 2 ore di sonno, Thomas Edison, il grande inventore, cicli di 4 ore, così come A.G. Bell.
L’essenza del sonno Polifasico è la possibilità di ridurre le ore del sonno durante il giorno ad un minimo che varia dalle 6 alle 2 ore giornaliere complessive. In pratica occorre frazionare il sonno in molti “micro sonni” durante il corso del giorno.

LA MIA FASE DEL SONNO
Durante l'anno ho 2 fasi di sonno una fase durante il camp in previsione del mio combattimento e una fase quando non combatto e seguo tutte le mie attività e società che mi sono creato in questi anni.
Nella prima fase il mio sonno e' come quello di un neonato.Dormo 8 ore di notte poi mi alleno fino aa ora di pranzo nel pomeriggio dormo un ora per recuperare la stanchezza dei muscoli e rivado in palestra, a mia vita e' tutta basata nel massimo recupero muscolare psicofisico
Nella seconda fase dove mi vedete alzato da prestissimo il mio sonno e' molto ridotto.Dormo da mezzanotte alle 4:30/5.00 di mattina lavoro fino le 7.15 e dormo fino le 8 di mattina.Mi sveglio e inizio la giornata  normalmente, nel pomeriggio faccio 1 o 2 microsonni (se sono più stanco) da 15 minuti per ricaricare le energie ed essere operativo in ogni situazione.In questa maniera non solo sono riuscito ad essere più concreto nei miei lavori ma mi ha permesso di creare altri lavori dove oggi mi fruttano molte opportunita' e molto lavoro.

Controindicazioni e dubbi
Tanti, però, sono i dubbi e le mancanze di prove scientifiche circa la validità di questi metodi. Si è recentemente capito, infatti, che questa pratica, oltre a non essere adatta a chi ha orari di lavoro continuativi che non permettono interruzioni per dormire, non è compatibile con:
Gli atleti professionisti, poiché verrebbero privati della fase del sonno profondo, quella in cui i muscoli si riprendono dagli sforzi fatti
Chi è a dieta, poiché il sonno polifasico induce ad un maggior senso di fame, visto che la produzione di leptina, l’ormone che si attiva durante il sonno e che va a bloccare l’appetito, si riduce notevolmente
Chi è malato. È stato infatti provato che un sonno prolungato – e dunque costituito da tutte le fasi – permette una guarigione più rapida, anche dalle infezioni più banali.
Chi non riesce ad adattarsi ai nuovi ritmi. Se non si rispettano rigidamente le “scadenze” imposte dal metodo scelto, infatti, si incorre in tutti i disturbi legati alla privazione del sonno, quali stanchezza, irritabilità, disturbi dell’umore e depressione, nonché il rischio di soffrire di patologie cardiache, epilessia e obesità.
Nel complesso, dunque, si può pensare di adottare questa particolare tecnica per dormire ma solo previo consenso medico e per brevi periodi (si consideri che il sonno polifasico è stato testato per non più di sei mesi e che non vi sono ancora prove certe del fatto che non provochi danni a breve o a lungo termine). È inoltre fondamentale assicurarsi di essere davvero svegli durante le fasi di veglia, poiché la stanchezza può provocare facilmente incidenti stradali che potrebbero coinvolgere altre persone; da non sottovalutare poi le conseguenze sociali: la scelta di dormire meno di notte e più spesso durante il giorno potrebbe influire su chi ci è vicino, senza contare che si sarebbe svegli quando tutte le altre persone dormono. Se si decide di dormire con micro-sonni per qualche mese, insomma, è per una necessità momentanea: quantomeno, dunque, ci si dovrebbe assicurare di dormire nella maniera più confortevole possibile e usando il materasso o il cuscino più adatto alle proprie esigenze.






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COSA SONO I MICRO SONNI E PERCHE' USARLI
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